...E SE FOSSERO INNOCENTI

Le mie gambe non son fatte per scappare
e i miei occhi non conoscono tradire
con le mani e il mio dolore
ho salvato quattro cani
da una vita di “obbedisco” e “sissignore”

Nella schiena quel coltello dal sapore
di ricordi persi dentro ad una stanza
e una vita di regime
di vergogna a doppio petto
di bisogno non di onore ma di sostanza.

C’è chi ha perso la battaglia e chi la vita
ma c’è pure chi aspettava dentro al letto
di svegliarsi una mattina, spalancare la finestra
e trovarsi accanto il libro ed un moschetto.

Tra le pieghe del destino una pistola
e Francesca che ricordo a malapena
son diverse le stagioni ma il colore dell’inverno
l’ho trovato sotto il sole di via Siena.

E quel sangue che ha sporcato la stazione
ha il colore del segreto militare
e se fossero innocenti, Presidente pensi un poco
chi sarebbe il senatore da processare.

Le mie gambe non son fatte per scappare
e i miei occhi non vedranno mai più un prato
ma spiandomi nel sonno servo sciocco del sistema
capirai di non avermi mai piegato.